Soave

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MUSEO DEL GIOCO di SOAVE
Un nuovo Centro per la Cultura Ludica


Dedicato a Marco Fittà
Gestito dalla Cooperativa Sociale “Il Sogno nel Cassetto”


Il gioco, si sa, è sempre stato la passione dei bambini. Fatto curioso e affascinante, però,
è scoprire che molti giochi che ancora oggi divertono i bambini di tutto il mondo sono stati
inventati migliaia di anni fa.

Anni di ricerche hanno permesso di reperire testimonianze archeologiche, artistiche e
letterarie sui giochi all’aria aperta, d’azzardo, di emulazione, di squadra, di riflessione e
giocattoli di ogni foggia, tipo, materiale e provenienza.

Questo patrimonio costituisce oggi, a Soave, il punto di partenza di un percorso formativo
in cui il Museo del Gioco si pone come chiave di volta per raccogliere e per incentivare la
diffusione della cultura ludica sul territorio veronese.

L’idea progettuale prevede la realizzazione di zone di diverso interesse all’interno dell’area
museale: alla abituale zona espositiva si affiancano altri spazi: uno dedicato alla
conservazione e consultazione della documentazione cartacea relativa al gioco, ai
giocattoli e al mondo fanciullesco in genere; un’altro aperto ai giocatori di tutte le età che
singolarmente, a coppie o in gruppi vogliano sperimentare il piacere del gioco, mentre
negli spazi esterni è possibile organizzare giochi all’aperto come camminare sui trampoli,
giocare alla befana, far correre il cerchio, disputare il torneo dell’anello, etc…, rendendo
partecipe la cittadinanza e accompagnandola così alla riscoperta di antichi giochi di
diverse epoche, favorendo la commistione con le realtà di gioco della zona; un altro spazio
infine è destinato a laboratorio ed officina, con la possibilità di attività di costruzione dei
giochi, di didattica e di eventuale vendita di manufatti prodotti dal laboratorio stesso.

Anche la tradizionale sala espositiva, sovrastata dal dipinto a olio “I giochi dei fanciulli”
fedele copia da P. Bruegel il Vecchio, ha un carattere di originalità in quanto numerosi
pezzi sono esposti liberamente per la sala con la possibilità di fruizione da parte del
pubblico, dando spazio alla fantasia e alla creatività, come lo slittino realizzato con
mandibole di cavallo, alcuni tricicli e cavalcabili, la valigia dei giochi francese di fine
Ottocento o alcuni pezzi interessanti e che possono essere toccati dai visitatori in quanto
la loro peculiarità consiste nel movimento perché basati sull’equilibrio o su principi
scientifici come la pressione, l’energia solare e le illusioni ottiche.

Un museo da toccare, da vedere, da sentire, da sperimentare, un museo in movimento, un
museo che offre più chiavi di lettura e differenti percorsi, da quello storico a quello
tematico, in un continuo intreccio e rimando da una vetrina all’altra, un’occasione di
confronto e stimolo per reinventare nel quotidiano spazi di gioco non solo per i bambini,
ma anche per il fanciullo che alberga in ognuno di noi.

Accanto ai giochi antichi come il gioco con il cerchio romano (facsimile in marmo) troviamo
il cerchio di legno che usava la nostra nonna, accanto allo yò-yò romano (facsimile da
Digione) quello di luccicante plastica o di cartoncino, omaggio delle merendine. Il calco
della trottola romana di Heidelberg è attorniato da decine di trottole di legno vecchie e
nuove, grandi e piccine e di tutte le fogge e più in là, perché no, delle ghiande che i bimbi
di tutti i tempi, insieme con le bacche di eucalipto usavano come trottole: giocattoli
naturalistici ovvero la Natura in gioco.

L’impastatrice di pane (ricostruzione egizia da Leida) è l’antesignana degli arredi delle
case di bambole, così come della cucina in rame dei primi del Novecento e del più recente
Dolceforno, mentre tre animali da pollaio romani (calchi da Colonia) richiamano le
costruzioni e ambientazioni della Lego. Un cavallino copto (facsimile in legno dal Museo
Archeologico di Firenze) fa da apripista ad una sequela di trainabili e carrettini, nonché di
numerosi giochi e giocattoli a tema ippico.

Il giocattolo compare in questo Museo soprattutto come testimonianza ricca e variegata
del gioco che rappresenta, documento vivo, declinato in tutte le sue possibili varianti, e
non per il suo solo intrinseco valore. Ecco perché alle ricostruzioni di antiche bambole
romane, fra cui anche quella della notissima Crepereia Tryphaena, si aggiungono bambole
di ogni tempo in porcellana, in stoffa, in paglia e pannocchie di mais e numerose etniche,
da Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Austria, Jugoslavia, Bulgaria, Russia, Grecia,
Messico, Guatemala, Curacao, Arabia Saudita, Italia con il vestito tipico di diverse città e
regioni, ma anche penne e copriteiere russe a forma di bambole e un sacchetto dei grandi
magazzini moscoviti con rappresentate delle matrioske.

Non mancano neppure i passatempi degli adulti: la Tavola Reale di Ur (facsimile dal British
Museum di Londra), la Senet (ricostruzione scatola dal British Museum di Londra), la
tavola del Duodecim Scripta (facsimile da Ostia), gli Scacchi dell’Isola di Lewis – 13° sec.
(facsimile), il Serpente o Mehen (calco da tavola egizia), che si affiancano ai molti altri
giochi da tavolo per grandi e piccini: come il gioco della pulce, Chi va sano va piano, Al
circo, Campana e Martello, Lascia e Raddoppia, Il Cappello volante (francese), Il
campionissimo, Pippo Olimpionico, La febbre dell’oro, Gara di resistenza a piedi, Il gioco
degli gnomi, Il gioco di David Cricket, Il gioco del Giro d’Italia, Le Olimpiadi, Criterium degli
Assi, Gioco di percorso tra i ghiacci, Storia di un burattino (Pinocchio), Il gioco del Mondo
(capire la geometria giocando), Il gioco del Tranway, Il gioco del Giardino Zoologico, Il
gioco dell’Oca geografico, Il gioco della Rivoluzione Francese, Il gioco “de la latière”,
Puzzle geografico (L’Italia), Il gioco del Calcio, Geo Gol, Ieu de l’oie, renouvelle des Grecs,
Il rompicapo (puzzle), Il gioco del Mondo, Il vascello (puzzle), Il gioco di J. Verne, Pachisi,
Il gioco delle Scale, il Gioco della fortuna (Mitelli), il Gioco dei soldati (Mitelli), Il gioco di
Hoffmann, Alquerque, Seega e molti altri più noti come il Domino, la Tombola, il Mancala,
Taboo, la Roulette, Backgammon, Tangram, Trivial Pursuit, Pictionary, Dama, Battaglia
navale, Shangai, …

Se un qualunque visitatore, colto dalla stessa febbre che ha animato i promotori di questo
Museo del Gioco, inizieranno una loro ricerca troveranno sicuramente ancora molto,
moltissimo, nelle biblioteche, nei musei, nelle fototeche, nei magazzini polverosi, nelle
vecchie soffitte e nelle conoscenze degli studiosi: in ogni caso, al termine, avrà vissuto
almeno seimila anni più dei suoi coetanei e raggiunto la certezza che ogni uomo porta in
sé il bambino che è stato, in quanto ritrovare le radici e ricostruire la storia di giochi a noi
cari ci dà un rassicurante senso di continuità, suggerendoci come il bimbo di ieri, con tutto
il suo mondo e i suoi entusiasmi, si ricolleghi a quello di oggi creando un continuum, un
allegro girotondo in cui millenni di storia (fra cui anche la nostra personale) si incontrano
gioiosamente e quasi si annullano.
Manuela Fittà